giovedì 7 aprile 2016

Senza!

Sono qui da qualche giorno ad Harare in Zimbabwe, città che a differenza di altre africane sembra abbastanza verde, ordinata e sicura, dove sto visitando il progetto 'La casa del sorriso', struttura che apre le porte ai ragazzi che vivono per la strada offrendo loro uno spazio diurno di accoglienza. Sono giovani tra i 13 e 19 anni, alcuni debilitati da malattie, violenze o sostanze. Io non conosco le loro storie ... e forse nessuno le conosce veramente, ma basta vederli per intuire le privazioni con cui sono costretti a con-vivere quotidianamente.
Senza famiglia, senza casa, senza identità... hanno una strada dove vivere senza averne una da seguire, navigano a vista ma senza vedere una destinazione. Sono ragazzi senza un'età, costretti a crescere in fretta senza essere mai stati bambini (e forse per questo ancora con tanta voglia di giocare). Esistenze spacciate come le sostanze che assumono, vagano in gruppi randagi ma senza essere uniti come un branco, cavalcano giornate selvagge senza conoscere la libertà, giocandosi il presente senza mai pensare a domani.
Sono "vite senza" ... dove in pochi attimi queste due parole possono invertirsi in un tragico finale ... "senza vita"!

mercoledì 30 marzo 2016

Il mondo a testa in giù!

Un nuovo salto… verso Sud.
Venerdì ripartirò per una nuova avventura da solo, ma non solo … perché ad Harare e Cape Town incontrerò i bambini e i ragazzi delle Case del Sorriso del Cesvi che, attraverso il gioco, mi coinvolgeranno nella loro quotidianità e nelle loro storie ... accompagnandomi così nella dura realtà che li circonda e che inonda Zimbabwe e Sudafrica.

L'affiorante bellezza di queste terre, che riesce in piccola misura a lenire la condizione umana di chi le abita, sarà parte di questo mio viaggio … la savana africana, le Victoria Falls, l’oceano e - dopo Cape Horn a novembre - il Capo di Buona Speranza. E guardando il mondo dall'Africa, tutto mi sembrerà Capovolto ...
Un bambino nel mondo ... a testa in giù!!

Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco.” Edmund Burke



venerdì 18 marzo 2016

Lo zaino di un bambino nel mondo

Eccomi qui pronto per la mia prossima tappa del mio navigare "matto e disperatissimo" in giro per il mondo. Ad aprile sarò ad Harare in Zimbabwe e poi a Cape Town in Sudafrica in visita ai bambini e ai ragazzi delle Case del Sorriso del Cesvi, Onlus che sin da ora ringrazio. Tornerò in Africa (ultima volta nel 2010 presso la scuola di Kijiwetanga, Kenya), un continente ricco di etnie, culture e tradizioni diversissime ma accomunato dalla lancinante bellezza delle sue terre e da un fatalismo dei suoi figli che da una parte mi affascina (mal d'Africa o cura per l'umanità?!?) e dall'altra si scontra con il mio presunto efficientismo occidentale. E con queste perturbazioni emozionali all'orizzonte, mi preparo facendo spazio nel mio zaino per riempirlo di nuovi incontri, nuovi punti di vista, nuovi insegnamenti.
Un ringraziamento a Silvia, che ha capito la mia direzione e mi ha indirizzato verso questa nuova destinazione, e a mia mamma che, da quando ha saputo del mio nuovo viaggio, ringhia alle mie calcagna continuando a chiedermi "Da cosa scappi? Perché fuggi??". Domande di disarmante profondità. Ma se da un lato latito ... dall'altro navigo forse perché nel mio zaino ho ancora posto da riempire!
Chiudo questo post con una citazione di Suor Dina conosciuta in Mozambico nel 2007: "Sull'Africa, dopo averci passato una settimana scriveresti un libro, dopo un mese una pagina, dopo un anno non prenderesti nemmeno in mano la penna."
Lo zaino che da sempre mi accompagna nelle mie avventure nel mondo. Qui in posa in Quixada, Brasile 2011

lunedì 29 febbraio 2016

Curiosità Argentine

Risistemando i documenti del mio ultimo viaggio ho trovato dei brevi appunti su alcune cose curiose in cui io e il comante ci siamo imbattuti in Argentina. Purtroppo non ho le foto di tutte queste particolarità ma vi assicuro che colpisce vedere i poliziotti in servizio in sella a moto private di differente colore e modello e non su veicoli di "ordinanza" (quindi con stemmi e colori ufficiali). Questo fotografa la pesante crisi economica in cui versa lo Stato argentino; la gente deve arrangiarsi come può anche con "lavori" da noi scomparsi come quello del lustrascarpe.

sabato 13 febbraio 2016

Un panda nella lavatrice

Era da diverso tempo che me l' aspettavo.. Oggi è successo. I miei genitori mi hanno fatto trovare nella mia casa una lavatrice con scritto.. Ed ora usami!
Vi lascio immaginare il trauma che ho vissuto, io da sempre abituato a buttare i panni sporchi nella cesta e a ritrovarli puliti e stirati dopo una settimana. Ho il sospetto che il glorioso miracolo dei panni puliti non si ripeterà più.

sabato 21 novembre 2015

Il vento del ritorno

Io e il comante siamo prossimi alla fine di questa nostra navigazione. Sui nostri passaporti ci sono tre visti in più, Argentina, Uruguay e Brasile, e tanti km percorsi a piedi, in bici, in auto, in van, in taxi, in bus, in treno, in metro, in barca ed in aereo.. nei nostri occhi ci sono città, barrio, steppe, foreste, colline, montagne, fiumi, laghi, cascate, ghiacciai, oceani e cieli patagonici...

...sotto il sole, la pioggia, nelle nebbie, con la grandine, la neve e tanto vento.