In mezzo all'immensità dell'oceano c'è un piccolo gruppo di gocce di terra, scintille nel cuore del cielo atlantico. Capoverde è un arcipelago di isole: tra queste Boavista è la più selvaggia, desertica, con dune di sabbia che incontrano un mare turchese. Nel villaggio di Sal Rei, mix perfetto tra Africa e Brasile, la vita scorre lenta e i ritmi sono dettati dalla natura e dalla pesca. Per le vie coloniali del centro, di turisti se ne vedono pochi, restando quasi tutti asserragliati nei resort. Un peccato perché Boavista è un'isola da vivere e non per isolarsi; è deserto per riflettere e non per inaridirsi; è oceano per navigare e non per lasciarsi trascinare alla deriva; infine è cielo per permettere alle nuvole di formarsi e dissolversi rapidamente, proprio come le certezze di chi - come me - è appena arrivato su questo nuovo pianeta e cerca di capirne un po' il senso.
Riscoprirmi bambino giocando nel mondo ... UN BAMBINO NEL MONDO!
venerdì 22 luglio 2016
sabato 9 luglio 2016
Un Capo colorato ... in mezzo al mare!
Pronto per una nuova destinazione, per un nuovo colore. Puntualmente, prima di ogni nuova partenza, tornano alla mente tutte le mie precedenti esperienze di viaggio, i km percorsi, le persone incontrate, i sorrisi incrociati e gli insegnamenti rubati; pezzi della mia vita sparsi un po' ovunque nel mondo!
Non si tratta solo di cartoline di panorami mozzafiato: la bellezza dei luoghi visitati, soprattutto quelli plasmati dalla natura, si unisce alla magia degli incontri con altre vite, lasciando innumerevoli segni indelebili e così componendo, sulla tela bianca da cui sono partito, un dipinto colorato con le meravigliose tinte del mondo.
Ora sulla mia tavolozza di navigazione è pronto una nuova tonalità: un Capo colorato ma delicato in mezzo al mare.
Capo Verde!
Capo Verde!

lunedì 30 maggio 2016
Un ritorno ... a colori
È passato ormai un mese dal mio ritorno a casa dall'avventura in Zimba- Sudafrica. Dopo tre intense settimane nell'altro emisfero a testa in giù, il mio cuore ha chiesto di riposare. A volte hai bisogno di tempo per tornare veramente!
E visto che il tempo è l'unico inseparabile compagno nel nostro viaggio più lungo, ho capito che proprio con lui, con il tempo, è meglio andarci d'accordo sempre!
E così al mio ritorno è arrivato il momento di aprire la porta di casa a due nuovi ospiti: il detersivo per la lavatrice e l'ammorbidente.
venerdì 22 aprile 2016
L'oceano dall'altro Capo
C'è un altro oceano a Città del Capo. Non è quello di Beach Road, di Sea Point o Camps Bay, dei tramonti sul mare, delle case e delle barche di lusso e delle auto sportive.
È un oceano di lamiere, fatto di baracche che al tramonto luccicano come i riflessi del sole sull'acqua. I tetti, da cui spuntano i pali della corrente elettrica, sembrano zattere con alberi maestri senza vela. E per ognuna di queste zattere tante vite umane... Migliaia e migliaia di vite umane alla deriva. In questo oceano ognuno cerca di sopravvivere come può, remando, ogni giorno, con tutta la forza possibile.
Questi sono i due oceani di Città del Capo, oceani vicini che a volte si incontrano ma difficilmente si mescolano: da una parte c'è chi può permettersi di veleggiare, dall'altra chi è costretto a remare!

mercoledì 20 aprile 2016
venerdì 15 aprile 2016
La strada ... per il cielo
Le strade, in ogni dove, raccontano molto del luogo in cui ci troviamo. In Africa forse ancora di più; brulicano di vita, di vite e di colori. Qui le strade non sono solo zone di transito ma anche luoghi dove fermarsi per incontrarsi, mangiare, lavorare... e per alcuni vivere.
Ad Harare le grigie e tormentate storie degli street child si incrociano con le verdi e tranquille vie alberate della capitale.

Agli incroci il tricolore dei semafori si alterna con la colorata presenza degli ambulanti; ai lati delle vie pittoreschi mercatini dove trovare, oltre ai più tradizionali banchetti di alimentari e vestiti, anche letti, divani, onoranze funebri e barbieri.

È altrettanto curioso notare la coesistenza cromatica tra improvvisate e cupe officine a cielo aperto e il mistico candore di persone in preghiera.
lunedì 11 aprile 2016
Cascando!!
Non te l'ho detto ma non te l'ho nemmeno nascosto!! Ecco, con te è andata così.. Sono arrivato, ho aperto gli occhi, tu con i tuoi miracoli mi hai inondato lo sguardo di colori ed io sono dolcemente 'cascato' ai tuoi piedi. Tutto senza dire una parola. Grazie Vic Falls!

Con te sono arrivate anche le meravigliose persone che in questi giorni mi hai presentato, da sole o in gruppo, con le loro storie da ascoltare e la mia da raccontare. Menzione speciale per la famiglia Zimba che mi ha invitato a condividere la cena - io ho accettato offrendo birra, loro hanno ricambiato con vodka, serata chiusa con canzoni gangsta rap locali - e per Cris, istruttore di rafting, che prima ha fatto il difficile per la mia dichiarata ex cardiopatia, poi ha trovato il solito compromesso africano ('ok ma pagaia a piano'), e dopo averci fatto giungere al fiume a piedi attraverso un pericoloso sentiero Himalayano, prima del rafting ci ha avvertito che sullo Zambesi c'è una cosa buona ed una cattiva da sapere: quella cattiva che ci sono i coccodrilli; quella buona che l'acqua non è assolutamente potabile e che quindi eventualmente non moriremo per affogamento ma di voltastomaco. Cris tranquillo: il mio cuore cucito ha superato le rapide .. ma è soavemente 'cascato' davanti alle Vic Falls!! Perché cascando si può precipitare .. Ma si può anche volare!!



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